“Chiedere aiuto non è una debolezza, ma una risorsa”. Con queste parole le operatrici del Centro per la Famiglia del PLUS di Oristano, servizio della Soc. Coop. Soc. Koinos e partner del Progetto Respiro, hanno aperto uno degli incontri che nelle ultime settimane hanno coinvolto le scuole primarie e secondarie del territorio.
Un percorso di prevenzione primaria che ha visto protagonisti bambini e ragazzi, accompagnati a riflettere su temi cruciali: l’autostima, il rispetto dei confini personali, la capacità di chiedere aiuto, fino alla consapevolezza degli stereotipi di genere e del peso delle parole. Lo scorso anno gli stessi laboratori erano stati condotti dagli operatori Respiro; oggi la collaborazione con il Centro per la Famiglia conferma la volontà di costruire una rete educativa stabile e condivisa, capace di crescere e adattarsi alle esigenze delle scuole e delle comunità locali.
Le attività alla primaria
Nelle scuole primarie di Oristano, le classi 3A, 3B, 3C e 3D della Scuola primaria di Via Bellini e la classe 3A della Scuola primaria di Palmas Arborea hanno partecipato a tre incontri tematici.
Il primo è stato dedicato al tema dell’autostima e alla conoscenza di sé: attraverso la lettura del testo Il gioiello dentro di me, i bambini hanno riflettuto sui propri punti di forza e di debolezza e li hanno rappresentati in un medaglione personale.
Il secondo incontro ha affrontato il tema dei confini personali, intesi come spazio fisico ed emotivo che ciascuno ha diritto di proteggere. Con giochi di ruolo e attività esperienziali, gli alunni hanno imparato a riconoscere le emozioni che emergono nelle relazioni e a legittimare il diritto di dire “no” quando ci si sente a disagio.
Il terzo incontro è stato dedicato alla richiesta di aiuto, ponendo l’accento sul fatto che chiedere supporto non rappresenta una debolezza, ma una risorsa. I bambini hanno costruito una girandola della fiducia, con i nomi delle persone di riferimento (insegnanti, compagni, familiari) a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà.
Le attività alla secondaria
Le attività hanno interessato le classi 3A e 3B della Scuola secondaria di I grado di Santa Giusta, la 3A della Scuola secondaria di I grado di Palmas Arborea e la 3C della Scuola secondaria di I grado di Via Marconi ad Oristano, proponendo un percorso educativo strutturato in tre incontri di due ore ciascuno.
Fin dal primo incontro, studenti e studentesse sono stati guidati dalle professioniste del Centro per la Famiglia: Ester Marcomini (psicologa), Pistis Ilenia (psicologa), Sonia Massidda (pedagogista) e Paola Carboni (psicologa). Con loro, i ragazzi hanno riflettuto sul significato di “stereotipo”, con particolare attenzione agli stereotipi di genere. Partendo da esempi tratti dalla vita quotidiana, dai media e dal linguaggio di uso comune, hanno imparato a riconoscere pregiudizi e generalizzazioni, sperimentando modalità alternative e più rispettose di esprimersi.
Nei successivi incontri, la riflessione teorica si è trasformata in esperienza concreta grazie alla progettazione e realizzazione di nuove puntate del podcast REC: Riconoscere, Educare, Cambiare (https://www.spreaker.com/podcast/rec-riconoscere-educare-cambiare–6152760). Divisi in piccoli gruppi, gli studenti hanno scelto immagini, musiche e testi, formulato domande da rivolgere a un docente e inserito nel prodotto finale anche una testimonianza adulta. Dopo un iniziale imbarazzo davanti agli strumenti di registrazione, hanno mostrato crescente sicurezza e spirito di collaborazione, supportati da Lorenzo Flore, Responsabile Comunicazione della Cooperativa Koinos, nella gestione degli aspetti tecnici.
Il podcast REC rappresenta l’esito tangibile di un percorso che ormai prosegue permettendo di sperimentare, in modo attivo, il valore di un linguaggio consapevole, rispettoso e inclusivo.
Una rete educativa che cresce
I dati raccolti a conclusione del progetto restituiscono un quadro ampiamente positivo: il 90% degli studenti ha valutato l’esperienza come utile e significativa, con un grado di soddisfazione complessivo pari a 8,5 su 10. Anche i docenti hanno confermato il valore del percorso, sottolineando come i laboratori abbiano permesso di conoscere meglio gli alunni in un contesto diverso da quello tradizionale.
Il Progetto Respiro ha mostrato ancora una volta l’importanza della collaborazione con le scuole. Bambini e ragazzi hanno potuto sperimentare attività che li hanno aiutati a conoscere meglio sé stessi, a rispettare gli altri e a comunicare in modo inclusivo. Un percorso che ha contribuito a costruire competenze emotive e relazionali fondamentali per la crescita e il benessere della comunità scolastica, rafforzando la rete educativa del territorio.
Educare al rispetto, oggi, significa offrire strumenti di consapevolezza che accompagnino le nuove generazioni nella costruzione di una società più equa ed inclusiva.
Lorenzo Flore
Resp. Comunicazione








