
“La lotta alla violenza di genere non è una ricorrenza, ma un impegno quotidiano, che richiede reti di protezione e comunità consapevoli” così ha ricordato Giuseppe Delmonte, orfano di femminicidio e fondatore dell’Associazione Olga in memora di sua madre, durante l’incontro sulla violenza di genere e il sostegno ai figli delle vittime che si è tenuto a fine novembre a Siddi, in Sardegna, alla presenza di oltre 250 studenti delle scuole superiori.
Organizzato dal Centro Antiviolenza Feminas in collaborazione con il Progetto Respiro e con il patrocinio gratuito del CROAS Sardegna, l’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del Sindaco di Siddi, Marco Pisanu, che ha sottolineato l’importanza del ruolo delle comunità locali nella prevenzione della violenza, invitando in primis tutti gli uomini ad agire per contrastarla. Subito dopo, Benedetta Santilli, responsabile del PLUS di Sanluri, ha portato all’attenzione della platea dati preoccupanti che evidenziano come controllo, gelosia, isolamento e dinamiche tossiche stiano comparendo sempre più precocemente nelle relazioni tra i giovani.
Focus centrale della mattinata è stata la testimonianza diretta di Giuseppe Delmonte che ha raccontato la tragica storia della madre, Olga Granà, uccisa dal padre con sette colpi d’ascia per strada, ad Albizzate nel 1997, dopo anni di violenze, stalking e denunce rimaste senza risposta. La narrazione di Giuseppe ha messo in luce la doppia faccia dell’uomo che, all’esterno, appariva padre e marito modello, ma in casa costruiva una gabbia fatta di punizioni, controllo e terrore.
Con uno stile semplice e diretto e con grande forza emotiva, Giuseppe ha condiviso il percorso del dolore, del silenzio e della terapia, fino al momento in cui dopo 20 anni ha deciso di incontrare il padre in carcere nel tentativo di trovare le risposte che cercava. È da quel momento che ha scelto di raccontare la storia di sua madre, con l’intento di per proteggere chi ancora oggi non ha voce.
La sua testimonianza ha offerto agli studenti e al pubblico adulto un esempio concreto di resilienza e impegno nella lotta alla violenza di genere.
Accanto a lui a co-condurre l’intervento la Referente della Regione Sardegna Olga, Eleonora Fois, che ha contribuito ad approfondire alcuni aspetti tecnici.
Encomiabile l’atteggiamento mostrato dagli studenti che hanno seguito con religioso silenzio l’intervento di Giuseppe e partecipato attivamente con domande e riflessioni al dibattito finale.
Nel pomeriggio, la giornata è proseguita nell’Aula Consiliare del Comune di Guspini, con un incontro della rassegna “Gli Invisibili – Violenza assistita e orfani di femminicidio” organizzato dall’Associazione XCONOSCEREXFARE, il Circolo Arci Guspini e l’Assessorato ai Servizi Sociali.
Danay Murgia presidente Koinos ha presentato il Progetto Respiro, approfondendo strumenti e dati per il pubblico adulto, testimoniando il lavoro concreto svolto dal partenariato delle regioni del sud Italia, isole comprese.
Accanto a lei, le psicologhe Francesca Pisu ed Ester Marcomini del Centro Antiviolenza Feminas che hanno illustrato il sostegno diretto garantito dall’équipe del CAV, alle famiglie e ai figli delle vittime, spiegando come la consapevolezza delle madri e l’intervento tempestivo della rete territoriale siano fondamentali per proteggere i minori e ricostruire legami spezzati.
Il pomeriggio si è concluso con una seconda testimonianza di Giuseppe che nel suo intervento dal titolo “L’ergastolo del dolore”, ha raccontato il percorso personale che lo ha portato a trasformare il dolore in impegno concreto per sostenere i figli delle vittime di femminicidio.
Lorenzo Flore
Resp. Comunicazione
